Un’ altra delle “magagne” di Silvio Berlusconi : Rete4…

Pietro Ricca è un cittadino milanese che, come in suo diritto, dice le cose in faccia alle persone… per cercare di farvi un idea sul suo temperamento provate a cercarlo su Youtube e troverete alcuni filmati con titolo Qui Milano Libera… è quello che disse a Berlusconi “fatti processare buffone” (o puffone, non si saprà mai la verità…) in quell’episodio etichettato come semplice burletta da Striscia La Notizia (unico programma che riportò l’avvenimento in Italia) e sempre lui fu il protagonista di quello “scontro frontale” con Emilio Fede (Fido ndr.) anch’esso trasmesso sempre e solo da Striscia con la stessa formula dell’episodio precedente… Come sempre in Italia non si cercò il messaggio che quell’uomo barbuto (cosi lo descrissero Ficarra e Picone, neanche un nome meritava !!!) cercava di far sentire alla nazione ma l’attenzione si concentrò solo ed esclusivamente sul come Pietro Ricca stava esprimendo il suo pensiero, ovvero in maniera plateale e rumorosa come suo solito e come ogni cittadino ha DIRITTO DI FARE !!!! ecco il concetto che l’uomo barbuto cercava di esprimere sperando che qualcuno lo sentisse…

Ma prima faccio una breve premessa su quello che la nostra Costituzione ATTUALMENTE ANCORA IN VIGORE (gli episodi quotidiani ci fanno credere che ce ne sia un'altra in vigore ora…) prevede :

nel 1984 (anno dell’acquisto di Rete4 da parte di Fininvest) un privato non poteva avere più del 25% delle proprietà dei mezzi di informazione e nel caso specifico delle reti televisive,erano 12 totali di cui 3 nazionali (ovvero i tre canali Rai) e le restanti 9 erano date in concessione ai privati.

3 reti su 9 in concessione = 33 percento ! non mi sembra che su questo ci siano dubbi vero ?

Mediaset era l’unica azienda televisiva privata a trasmettere su rete nazionale e con frequenze molto buone (chiedete a qualcuno sopra i 30 anni, probabilmente si ricorderà che quando Rete4 non era di Berlusconi si vedeva peggio di come si vedeva nello stesso periodo Canale5…)
La situazione rimase immutata (chiudo un occhio su tante puttanate e soprattutto sulla legge Mammì detta anche legge Polaroid che sarebbe troppo lunga da spiegare…) fino al 1999, anno in cui vennero riassegnate le frequenze radio-televisive tramite gara di appalto (in totale 11 = 3 per la Rai e 8 per i gruppi privati) e la gara per la frequenza di Rete4 viene vinta da Francesco Di Stefano, proprietario di Europa7, che al contrario dei vincitori di concessione che già trasmettevano Europa7 è un soggetto nuovo, e quindi deve attendere il piano di assegnazione delle frequenze per poter iniziare le trasmissioni sulle bande che gli verranno assegnate dal piano stesso. Il ministero competente, in una nota del 22 dicembre 1999, si impegnava con Europa7 perché in breve tempo si arrivasse "di concerto con l’Autorità, alla definizione del programma di adeguamento al piano d’assegnazione delle frequenze"

Andate ora davanti al televisore cercate nelle impostazioni di ricerca il canale numero 55 o la frequenza 743 MHz… cosa trovate ?
Rete 4 !

Ci sono state decine di sentenze a favore di Europa7, per citarne una sola la Corte Costiutuzionale con la sentenza 466/2002, conferma, come già affermato nel 1994, che nessun privato può possedere più di 2 frequenze televisive e le reti eccedenti (in questo caso Rete 4), devono cessare la trasmissione in via analogica terrestre. La Corte specifica anche che un accentramento di reti è anche ben più grave che nel 1994, essendoci state allora 12 frequenze nazionali disponibili in chiaro, mentre nel 2002 (quando viene emessa la sentenza) ve ne sono solo 11 disponibili, alcune delle quali peraltro assegnate a emittenti che trasmettono in forma criptata.

Successivamente, nell'estate del 2003, il ministro delle comunicazioni Maurizio Gasparri presenta un disegno di legge per il riordino del sistema radiotelevisivo italiano e l'introduzione della trasmissione digitale terrestre. La legge (nota come legge Gasparri) verrà approvata dal Parlamento il dicembre 2003, la quale permette a Rete 4 di continuare a trasmettere in via analogica terrestre in contrasto con la sentenza della Corte Costituzionale. Il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, rifiuta di firmare la legge perchè incostituzionale e la rinvia alle camere. Così, per poter garantire a Rete 4 di continuare a trasmettere via etere, il 24 dicembre 2003 il governo Berlusconi vara un decreto legge (noto come decreto "salva Rete 4"). La legge Gasparri si approva definitivamente nell'aprile 2004, anch'essa senza prendere in considerazione la sentenza 466/2002 della Corte Costituzionale.

Non credo ci sia bisogno di dire altro…

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